Una gangbang indimenticabile

Il primo giorno venne lui con il suo garzone: un ragazzo giovane, davvero carino.....e l'idea di una cosa a tre mi stuzzicava non poco. Le cose però presero tutt'altra piega dal giorno successivo quando anche l'idraulico e il suo garzone giunsero a casa mia. Gianni, l'idraulico era un bel biondo con occhi azzurri, dal fisico massiccio, forse un po' troppo rude nei modi ma nel complesso un maschio piacente. Il suo garzone era più anonimo, un ragazzo castano nella norma diciamo, un tipo per bene comunque. Io sono quello che sono: vanesia, molto disinibita e esibizionista. Era estate e il caldo facilitava molto il mio compito. Vestitini molto corti e semi rtasparenti, tanga evidenti o anche il bikini mettevano in mostra le mie forme. E' impossibile nascondere una quinta di seno e io, lo sottolineo, non avevo alcuna intenzione di nascondermi. Nel primo pomeriggio scesero di sotto per un caffé. Quando glielo portai parlammo un poco del lavoro e notai gli sguardi spudorati dell'idraulico, ma anche i due ragazzi, potei osservare, fecero qualche battutina. Io avevo solo il costume da bagno con sopra un pareo celeste. Eh sì, le bocce erano messe proprio lì e anche il mio fondo schiena non era ben coperto essendo il pareo trasparente. Appena me ne andai mi accostai alla finestra e potei intendere chiaramente le loro battute. "Simone, che bocce ha la tua amica!!!" E poi altre battute sul mio culo e di quanto c'era da scoparmelo. La cosa mi eccitò non poco, tanto che a fine pomeriggio, quando stavano per andarsene decisi di offrirgli da bere: lo feci solo per farmi guardare. Fui, forse, esagerata, ma io sono fatta così: le occasioni poi passano e si vive una volta sola! Misi un vestitino rosa attillato, molto corto, senza niente sotto. Si notava che il tanga non c'era più e i miei capezzoli si vedevano bene da sotto il vestito. Feci loro molti complimenti e come si suol dire....gliela feci annusare, senza dare troppa confidenza. La sera Simone mi mandò un sms in cui mi chiedeva che intenzioni avevo visto il comportamento provocante e io risposi senza mezzi termini che sia il suo amico che i due ragazzi mi erano piaciuti molto e che i loro sguardi mi avevano eccitata. Poi me la buttò lì: "Guarda che domani ti saltiamo addosso!" E io risposi: "Non aspetto altro!"L'indomani io ero molto agitata ed eccitata allo stesso tempo. Sapevo che avevano parlato, tra uomini è sempre così, chissà, tuttavia cosa gli aveva detto Simone: forse poteva essere un po' geloso e non voleva condividermi coi suoi compari....chissà? Arrivarono e io preparai un bel caffé, ma loro erano più attratti dai miei leggins bianchi ( sotto non avevo niente e volevo che si notasse ) che evidenziavano le mie curve e la mia fica carnosa. La mia voglia saliva ad ogni secondo che passava e quando mi voltai per mettere le tazzine che erano sul tavolo nel vassoio mi piegai leggermente per farmi ammirare da dietro. Sentii i loro commenti osceni e qualcuno disse: secondo me non le ha le mutandine. A quel punto mi girai e sedendomi sul tavolo aprii le cosce: i leggins potevano nascondere i dettagli, ma la forma della mia vulva gonfia no....cominciai a toccarmi e Simone disse ad alta voce: " ragazzi, ve lo avevo detto, questa è una gran troia!" Si alzò e mi tolse brutalmente i leggins, mi lasciò solo i sandali col tacco alto che mi davano un'aria da perfetta zoccola. Mi tirò su il top bianco per far uscire le bocce e mi divoro i seni. Io smaniavo chiusi gli occhi in preda al piacere: il gioco era cominciato, adesso non si poteva più tornare indietro. Mi stesero sul tavolo, io aprii istintivamente le cosce. Simone raggiunse la mia fica bollente e mi cacciò dentro il suo cazzo meraviglioso e cominciò a sbattermi forte. Gli altri tre si avvicinarono al mio viso col cazzo in mano cercando la mia bocca. Io ero in estasi. Le loro mani sul mio corpo che fremeva, e parole, parole forti, rudi, volgari a consacrare la mia voglia di sesso. Mi scoparono a turno. Poi mi misero sul divanetto: a smorzacandela su uno dei ragazzi. E dietro Gianni mi spaccò il culo, in una doppia penetrazione selvaggia. Le mie grida, smorzate dai cazzi degli altri due che entravano nella mia bocca. I miei orgasmi furoni tre, uno di fila all'altro, poi mi accasciai a terra, appoggiai la testa sul divano: avevo capito che non ce la facevano più. Io pure volevo la loro sborra calda tutta in bocca, volevo sentire il loro sapore: a due a due, uno da una parte e uno dall'altra mi riempirono la bocca e mi schizzarono in faccia. Per l'eccitazione mi sditalinai come una pazza e squirtai sul pavimento. Tenni la crema in bocca giocandoci un po' prima di ingoiare tutto. Pulii bene le loro cappelle, i due ragazzi erano ancora in tiro e gli feci capire che ne volevo ancora. I due capoccia si riassettarono e richiamarono all'ordine i garzoni togliendomi quei portentosi giocattoli dalle mani. "Io ho ancora voglia, dai!" Reclamai, ma i capi furono inflessibili. Mi fecero una promessa: dopo la pausa mi avrebbero presa ancora. (continua)